Un solo task alla volta

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Ma quante cose vuoi fare contemporaneamente?

Ad esempio, mentre stai leggendo questo articolo, quanti socials sono aperti? Abbiamo l’idea o la pretesa che se facciamo più cose contemporaneamente siamo più produttivi. Ma è davvero così?

L’essere umano non è multi-tasking.

Più schede aperte, più notifiche dai socials,  più cose cerchi di fare contemporaneamente, e meno probabilità avrai di essere il più produttivo possibile. Lo stesso vale per qualsiasi altra cosa che ti potrebbe distrarre dal tuo obiettivo principale. Lavorare su più elementi contemporaneamente è una ricetta per inefficienza.

Un interessante esperimento è stato riportato nel Journal of Experimental Psychology: General (Vol 143(1), Feb 2014, 215-226). I ricercatori hanno testato 300 studenti Michigan State sulla loro capacità di perseverare nonostante le continue interruzioni durante l’assunzione di un test del computer. Le interruzioni sono state presentate in forma di pop-up che richiedevano agli studenti di inserire un codice. In un caso, l’interruzione durava poco più di quattro secondi. In un altro, l’interruzione era di 2,8 secondi.

Con 2,8 secondi di interruzione, gli studenti hanno fatto il doppio degli errori quando sono tornati alla prova. Con 4,4 secondi di interruzione, il tasso di errore era addirittura quadruplicato!

Esperimenti come questi confermano le molte ricerche scientifiche che dimostrano come il multitasking non è utile per la produttività, l’accuratezza e l’efficienza. Qui ci sono altri esempi:

  • Un gruppo di psicologi di business di Harvard, UNC, e HEC Paris ha scoperto che trascorrere del tempo riflettendo su un compito porta ad una migliore prestazione e richiamo alle attività successive.
  • Uno studio dell’Ohio State University ha scoperto che, ad esempio, leggere un libro mentre si guarda la TV,  da risultati di cattive prestazioni cognitive su entrambi i compiti, anche noi continuiamo a fare entrambe le cose in ogni modo, perché si ottiene una spinta emotiva quando lo facciamo.
  • Il professore David Strayer della University of Utah ha confermato che parlare al telefono mentre si guida una macchina (una delle forme più comuni di multitasking) è così pericoloso come la guida in stato di ebbrezza. La diminuzione di reazione e attenzione è tale che i conducenti perdono la metà delle cose che avevano normalmente vedono, come cartelloni pubblicitari o pedoni.

Eppure, nonostante l’evidenza che fare più di una cosa alla volta semplicemente non funziona, continuiamo a cadere vittima di fare di più e di mettere a fuoco di meno.

A questo proposito, sono interessanti le statistiche riportate da Statistic Brain circa la capacità di attenzione che dimostrano quanto sia bassa.

Capacità di attenzione media: 8 secondi
Capacità di attenzione media di un pesce rosso: 9 secondi
Percentuale dei ragazzi che dimenticano i principali dettagli di amici e parenti: 25 per cento
Numero medio di volte all’ora un impiegato controlla la casella di posta: 30 volte.

Single tasking: Una cosa alla volta funziona molto meglio.

Single-tasking significa fare una attività alla volta con il minor numero di distrazioni e di interruzioni possibili. Meglio ancora, Zero-distrazioni. Molti editor moderni prevedono di lavorare in questo modo.

Personalmente, utilizzo Ulysses per la scrittura di testi. Come altri editor (Atom, Sublime Text), consente tale modalità. Con zero-distrazioni si produce molto di più e molto meglio. Il benessere è anche emotivo. Non si è perseguitati dallo stress tipico di voler fare troppe cose alla volta.

7 cose per attivare la modalità Single tasking.

  1. Prova la Tecnica del Pomodoro. Mantieni il focus su una singola attività per 25 minuti, poi prendi una pausa di 5 minuti. I tempi possono essere regolati in base alle flussi di lavoro ideali. L’idea è di mettere a fuoco il tempo che il cervello consentirà, poi metterlo a riposo con un po’ di pausa prima di ricominciare. Il cervello mette in ordine le cose nelle pause.
  2. Silenzia il telefono. O spegnilo. O dimenticalo a casa. O mettilo in modalità aereo.
  3. Chiudi la tua email e spegni le notifiche di applicazioni di telefonia e applicazioni web.
  4. Fate una lista delle cose da fare. Piccola, ancora meno. Le 3 cose più importanti da fare ora. Meglio ancora: l’unica cosa che ha davvero valore ora.
  5. Scrivi con  un editor senza distrazioni.
  6. Utilizza più monitor / desktop. Prova a mettere le distrazioni su uno schermo e focalizzato il lavoro su un altro. Gli utenti Mac possono creare un intero nuovo desktop per le distrazioni; premendo F4 e poi passa il mouse vicino alla parte superiore dello schermo. Fare clic sul segno più che appare nell’angolo in alto a destra per creare il nuovo desktop.
  7. Pulisci i tuoi file desktop. Elimina tutti i file dal desktop alla fine di ogni giornata. Meno disordine, maggiore attenzione.

Lettura consigliata

Il successo di un sistema di gestione del tempo può essere giudicato dalla produttività che produce. Gary Keller

Un libro che mi ha molto aiutato (e tutto il sistema suggerito) è Una cosa sola di Gary Keller. È una lettura piacevole e molto pratica. Sul suo sito trovate anche i templates suggeriti.

Il valore della strategia

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Strategia è una parola molto utilizzata quando si parla di crescita personale, di eccellenza e di realizzazione. Perché è così importante?
“Strategia” è una parola che viene dal greco στρατηγία ossia “comando dell’esercito” ed è sinonimo di piano, tattica, disegno, tecnica, sistema, metodo.
Nella guerra una buona strategia è fondamentale per ridurre al minimo perdite di vite umane. Anzi, secondo Sun Tzu, nel suo libro L’arte della guerra, la migliore strategia è quella che ti permette di vincere senza combattere.
Dobbiamo eliminare da questo concetto alcune ambiguità.

Vincere senza combattere non significa automaticamente arrendersi.

Troppe persone (e anche io sono stato tra questi per troppo tempo) si arrendono alla prima difficoltà. Famosa è la favola di Esopo sulla volpe e l’uva, dove si racconta che, poiché la volpe non riusciva a prendere l’uva alla fine rinuncia dicendo che l’uva non è buona.
Specialmente per chi vive una disabilità, è abbastanza facile autocompatirsi e scusare i propri fallimenti, o, più precisamente, le proprie rinunce, con la propria situazione.
Conosci qualcuno che, preso dall’entusiasmo, si butta in una nuova impresa e poi, dato che non ottiene risultati subito, rinuncia dopo poco? Si può trattare della dieta, la palestra, imparare una lingua, scrivere un libro o altro, poco importa. La maggior parte di noi fa cosi.
Piuttosto, vincere senza combattere significa ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Ad esempio, dal punto di vista della salute fisica, questo è ben rappresentato dal Metodo Feldenkrais di cui parleremo in un altro post.
In generale, questo significa che abbiamo bisogno di buone strategie per ottenere i risultati voluti con il minimo sforzo.

Una cattiva strategia non è meglio di nessuna strategia.

Attenersi ad un piano che non funziona e non porta ai risultati sperati non aiuta il miglioramento personale. Anzi, è controproducente. Quindi, abbiamo bisogno di prestare attenzione ai continui feedback che riceviamo imparando ad analizzarli con spirito critico e abbiamo bisogno di flessibilità per modificare i nostri comportamenti e la nostra strategia.
Altrimenti ci comporteremmo come la mosca che continua a sbattere contro il vetro della finestra chiusa, mentre quella a fianco è aperta e potrebbe uscire facilmente.

La trappola delle troppe strategie.

Su Internet ci sono strategie per tutto. Potremmo passare la vita a studiarle. Ma se questa non è la tua professione, rischi di essere soffocato dai troppi consigli.

Bada di non perdere la sostanza quando cerchi di afferrare l’ombra. Esopo

Un buon modo per scegliere una strategia che si adatti al nostro obiettivo è quello indicato da Edward De Bono nel suo libro Sei cappelli per pensare.

Ricapitolando, qual è il valore della strategia?

  • Senza un piano d’azione non si va da nessuna parte.
  • L’obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo cioè vincere senza combattere.
  • Trova persone che ti ispirano e cerca di capire le strategie che adottano nella loro vita
  • Persegui una strategia con costanza almeno per un mese prima di dire: “Con me non funziona”
  • Sii flessibile e ascolta i feedback per capire come adattarla alla tua situazione
  • Usa il metodo Sei cappelli per pensare per scegliere la tua strategia
  • Se non funziona, cambia
  • Mettila in pratica perché chi non pratica non radica!

The Developer’s Code

The Developer’s Code

Senza dubbio un bel testo che chi sviluppa codice dovrebbe leggere. Ma non troverete esempi di codice o dritte su questo o quel linguaggio di programmazione. È un libro pensato per aiutarci a sviluppare un comportamento sano nel nostro modo di lavorare.
Spesso chi sviluppa codice si butta sulla tastiera come se non ci fosse un domani, dominato da scadenze, stress del reparto, agitazione dei clienti e così via. Quante ore di debugging avete buttato via nella vostra esperienza di programmatori? Io molte. Presi dall’ansia, con l’idea di fare presto e bene, in realtà facciamo tardi e male.

Ecco un bel manuale scritto da “uno di noi”, Ka Wai Cheung, Founder & Director of Software di WeAreMammoth, che elenca una serie di ricette preziose che ha sperimentato nella sua esperienza.

È diviso in sette aree principali e non dovrebbe mancare nella nostra biblioteca. È scritto in inglese semplice e discorsivo.

Le aree sono:

  • Metafore. Come interpretare al meglio il proprio lavoro
  • Motivazioni. Quali trappole evitare e come migliorare la propria motivazione.
  • Produttività. Come vincoli, timeline, ambiente e buone abitudini ci aiutano. Esempi pratici.
  • Complessità. Come rimuovere la complessità del codice e, meglio, evitare di caderci.
  • Insegnare. Perché insegnare ad altri ci rende migliori e come farlo al meglio.
  • Clienti. Come migliorare i rapporti con i nostri clienti.
  • Codice. Perché scrivere codice dovrebbe essere l’ultima risorsa.

 

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