Non hai davvero compreso qualcosa, fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna. (attribuita ad Albert Einstein)

Non so se capita anche a te. Vorresti sapere tutto. Vorresti imparare tutto. Così cominci ad acquistare libri e corsi come se non ci fosse un domani nella speranza che il solo fatto di possederli produca in te quella conoscenza e quell’esperienza che tanto sogni: social media, blogging, web, linguaggi di programmazione, tool grafici e così via dicendo.

Non è diverso dalla ragazzina che spera di diventare “influencer” nel mondo della moda sperperando denaro in abiti di lusso e pubblicando foto sui socials.

Funziona? No!

Anzi, quando poi ogni tanto “ti svegli” e vedi la mole di materiale che hai acquistato che nel frattempo è diventata vecchia, superata, inutile, ti senti affranto come Ironman quando si accorge che non può fare più niente per salvare la vita a miliardi di abitanti dell’universo.

Ti do una notizia: il sapere non viene trasmesso per osmosi solo perché possiedi un libro. Devi aprirlo, sudare, provare e faticare per ottenere l’esperienza che serve. Niente scorciatoie possibili.

Neppure la frequentazione di un corso di qualche giorno si imprime così profondamente da renderti un mentore della materia.

Il nostro lavoro è simile a quello del garzone di bottega. Forse sei troppo giovane per ricordarlo, ma io me li ricordo. Partivano dalle basi e copiando dall’artigiano, imitando, ascoltando, provando e riprovando, diventavano abbastanza bravi per dire che avevano un mestiere in mano. Ma qualcuno di loro si impegnava più degli altri e diventava così bravo da superare il maestro. Come Giotto, ad esempio, cresciuto nella bottega del pittore Cimabue.

Cosa rende queste persone così speciali?

1. Mettici grinta in quello che fai!

Non ho voglia.

Fa troppo caldo.

Fa troppo freddo.

È troppo tardi.

È troppo presto.

Comincio domani.

Ancora 5 minuti.

Ho mal di testa.

Ho mangiato troppo.

Non ho mangiato.

Ho solo mezz’ora.

Ieri è stata una giornata dura.

Domani mi aspetta l’inferno.

Comincio lunedì.

Accidenti! È lunedì. Che giornata impossibile!

Potrei elencare altre 1.000 scuse. Ma sono tutte scuse. Per metterci grinta inizia e basta. Inizia! Punto! Ne riparleremo.

2. Scrivi un blog con quello che impari.

Hai paura? Be, un po’ anche io. Questo è il primo post del mio nuovo blog. Ma mi è capitato di leggere questo articolo su Medium: ”Every developer should have a blog. Here’s why, and how to stick with it.” Leggilo. È illuminante. Per diverse ragioni:

  1. Se scrivi, imprimi nella tua testolina quello che hai imparato meglio di altri metodi e ti rendi conto se hai imparato davvero.
  2. Se ti prendi un impegno con i tuoi lettori sei motivato ad andare avanti senza scuse.

Ma se…

“Ma se quello che scrivo non piace?”

Fatto salvo che non puoi piacere a tutti (è impossibile), offrirai il tuo punto di vista. Forse tra qualche anno riderai dei tuoi primi articoli, ma ti serviranno per migliorare. Accetta i feedback negativi (ignora gli haters). I commenti negativi se costruttivi servono ad aiutarci a crescere.

”Ma se sbaglio?”

Come i feedback negativi, anche gli errori ci aiutano a crescere. Non sbaglia chi fallisce e poi impara, ma chi, per evitare di fallire, non inizia neanche.

Di cosa parlerai nel tuo blog?

Ogni sviluppatore dovrebbe avere un blog.

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